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La notizia che non fa notizia

9 Giu

Da Il Manifesto.it (articolo di Luisa Betti pubblicato il 17 Novembre 2011):

L’escalation delle violenze a causa del conflitto in Somalia sta levitando: donne stuprate e assalite da gruppi di uomini all’interno dei campi profughi, tra cui Dadaab in Kenya che è il campo più grande del mondo (grande come Firenze), in quanto secondo la valutazione dalla IRC (International Rescue Commitee), negli ultimi sei mesi all’interno dei campi le violenze sono aumentate e le vittime sono donne tra i 13 e i 30 anni: basta andare a fare legna o a cercare servizi igenici che il pericolo raddoppia. Finora sono stati denunciati 358 episodi ma il numero è più alto perché le donne si vergognano a denunciare una violenza e hanno paura di essere anche allontanate. A questo si aggiunge un numero crescente di bambini che vengono uccisi e catturati nel Paese: “Un numero crescente di bambini e civili sono stati catturati durante gli attacchi e gli scontri che si stanno verificando in tutto il Sud e il centro della Somalia – ha detto il Rappresentante UNICEF in Somalia, Sikander Khan – e nelle ultime settimane, c’è stato un preoccupante aumento di omicidi e gravi ferimenti di bambini”. Fino ad oggi, nel 2011 quasi 300 bambini sono stati gravemente feriti e oltre 100 sono stati uccisi dall’inizio del conflitto, ma secondo l’Unicef nel mese di ottobre c’è stata una impennata con 24 bambini uccisi, il doppio rispetto ai mesi scorsi, e 58 che hanno subito ferite gravi, una cifra mai ragggiunta nel corso di un mese. Numeri probabilmente minori rispetto alla realtà se si contano i bambini morti e feriti non denunciati. A questo si aggiungano le violenze sessuali e i bambini reclutati: quest’anno, il monitoraggio e i report delle Nazioni Unite hanno confermato oltre 200 ragazze violentate e più di 600 bambini arruolati.

Legge 475 o Legge del Libero Stupro

30 Mar

Amina era una ragazza di soli 16 anni. Era diretta a casa, dopo la scuola, nel suo villaggio natale di Chourfa.

Amina Filali fu minacciata con un coltello da Salek Mustafa.

Portata nei pressi di un bosco. Picchiata e stuprata.

La famiglia denunciò l’accaduto, ma – ecco la vergogna – il codice penale marocchino attraverso la legge 475 dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne.

La famiglia accettò le condizioni.

Amina si è suicidata il 10 Marzo scorso ingerendo veleno per topi.

P.S.: Per chi volesse firmare la petizione contro questa legge di MERDA cliccate questo link http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl

 

 

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