Tag Archives: Russian Literature

There is nowhere to hide

7 Set

Sono nato e cresciuto nelle paludi baltiche, dove

onde grigie di zinco vengono a due a due;

di qui tutte le rime, di qui la voce pallida

che fra queste s’ arriccia, come un capello umido;

se mai s’arriccia. Anche puntando il gomito, la conchiglia

dell’orecchio non distingue in esse nessun ruglio,

ma sbattere di tele, di persiane, di mani,

bollitori su fornelli, al massimo grida di gabbiani.

In questi piatti paesi quello che difende

dal falso il cuore è che in nessun luogo ci si può celare e si vede

più lontano. Soltanto per il suono lo spazio è ostacolo:

l’occhio non si lamenta per l’assenza di eco.

Joseph Brodsky (1975)

***

I was born and grew up in the Baltic marshland
by zinc-gray breakers that always marched on
in twos. Hence all rhymes, hence that wan flat voice
that ripples between them like hair still moist,
if it ripples at all. Propped on a pallid elbow,
the helix picks out of them no sea rumble
but a clap of canvas, of shutters, of hands, a kettle
on the burner, boiling - lastly, the seagull's metal 
cry. What keeps hearts from falseness in this flat region
is that there is nowhere to hide and plenty of room for vision.
Only sounds needs echo and dreads its lack.
A glance is accustomed to no glance back.

photo by joel peter witkin

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Good Night

24 Ago

Serie d’osservazioni. Angolo caldo.
Lo sguardo lascia una scia sulle cose.
L’acqua si ripropone come vetro.
L’uomo è mostruoso più del proprio scheletro.
Una sera d’inverno col vino in nessun posto.
Una veranda assalita dai salici.
Appoggiandosi al gomito riposa il corpo
come morena fuori del ghiacciaio.
Fra un millennio un fossile bivalve estrarranno
da questa tenda, e rivelerà fra le nappe
l’impronta di due labbra che non hanno
nessuno a cui augurare “Buona notte”.

Joseph Brodsky

        (translated by the Author)
        A list of some observation. In a corner, it's warm.
        A glance leaves an imprint on anything it's dwelt on.
        Water is glass's most public form.
        Man is more frightening than its skeleton.
        A nowhere winter evening with wine. A black
        porch resists an osier's stiff assaults.
        Fixed on an elbow, the body bulks
        like a glacier's debris, a moraine of sorts.
        A millennium hence, they'll no doubt expose
        a fossil bivalve propped behind this gauze
       cloth, with the print of lips under the print of fringe, 
        mumbling "Good night" to a window hinge.

photo by Jan Saudek

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