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Chaim Soutine: Maternité

18 Lug

Oil on Canvas  -1942 -64,1×43,5 cm

Chaim Soutine

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NINO FERRER

16 Lug

Nino Ferrer era un’artista completo, tormentato e indomabile. All’anagrafe Agostino Arturo Maria Ferrari, nasce a Genova il 13 Agosto del 1934 da padre italiano e madre francese entrambi ingegneri. Trascorre l’infanzia nella Nuova Caledonia (territorio francese al largo dell’Australia). Negli anni successivi tornerà  a Genova fino alla fine della guerra. Nel 1947 rientra a Parigi con i genitori. Compirà gli studi alla Sorbona laureandosi in lettere e filosofia specializzandosi in etnologia. Si scopre sin da subito un eccellente disegnatore e pittore in stile Dalì ma è la musica che lo renderà inaspettatamente famoso. Negli anni  ’50 come musicista jazz (suonava il contrabasso) lo vediamo al fianco di Richard Bennett e Bill Coleman. Successivamente si cimenterà come cantante con una voce roca e calda alla maniera dei grandi cantanti neri americani che lo renderà famoso in tutto il mondo, in particolare Francia e Italia.

Alcune sue canzoni sono rimaste nella storia, soprattutto per i temi trattati attraverso un soul personalizzato. La pelle nera, infatti, è un testo polemico contro il razzismo (dimmi tu signor Faust… dimmi come si può arrostire un negretto ogni tanto con la massima serenità), che fece scalpore ma anche un grande successo. Testi come il Re d’Inghilterra (contro la guerra) o come Il baccalà (che demoliva la vita in città stressante e nevrotica), Agata (riferita alla attrice e modella Isabelle Valvert), Viva La campagna (resa celebre nel programma televisivo Io, Agata e Tu con Raffaella Carrà), saranno i suoi cavalli di battaglia. Da ricordare Donna Rosa scritta dal presentatore Pippo Baudo, Il telefono, la splendida Mirza e Il Sud (geniale testo ecologista senza scadere nel banale).

Il successo, però, non durerà più di un decennio, in Italia. Riparerà in Francia dove produrrà una ventina di album che renderanno il cantante italo-francese un idolo. Il sipario calerà anche a Parigi che lascerà per passare il resto della sua vita a Montucq, in campagna, come ha sempre desiderato, lontano dai riflettori e dalla mondanità.

Di lui s’innamorerà Brigitte Bardot, una lovestory che ha pesantemente demoralizzato Nino Ferrer massacrato dall’invadenza dei paparazzi. Ferrer tornerà dalla sua fidanzata Jacqueline Monestier, detta Kinou, che sposerà e a cui darà due figli maschi: Pierre ed Arthur.

Verrà nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal governo francese nel 1986 e ottenne la cittadinanza tre anni dopo. La sua ultima apparizione in televisione lo vede in Italia, negli anni ’90, in una trasmissione di Red Ronnie.

E’ stato autore di canzoni per artisti francesi e italiani e fu anche un bravo attore cinematografico: ricordiamo L’età selvaggia di Marcel Camus nel 1970 e nel 1982 Liten di Jean-Pierre Mocky.

Nino Ferrer, schivo e riservato, geniale e divertente, si sentiva oppresso dal successo ripetendo spesso: “La musica mi stressa: c’e’ sempre un contatore che gira, un contatore da un milione di dollari“. Non accettava i compromessi e questo lo rendeva irascibile: “Io sono come sono, non piego la schiena“. E non ha mai dimenticato il suo paese d’origine: “Mi sento italiano al 99 per cento. Anzi, sono un italiano tipico: un emigrante“.

Scegliendo il ritiro nella tenuta francese di Quercy Blanc, dedicandosi ai suoi dipinti, verrà dimenticato dai suoi fan italiani e francesi. Dopo la morte di sua madre che viveva con lui e la moglie, cadrà in una profonda depressione che lo porterà al suicidio sparandosi al cuore con un fucile da caccia, in piena campagna, a soli 64 anni il 13 Agosto del 1998: il giorno del suo compleanno.

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