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Wake Up!

5 Ago

L’anno scorso, all’inizio dell’estate, ho inserito su questo blog un personale articolo sul massacro dei Globicefali nelle isole Faer Oer, meglio conosciuto come Grindadràp. Da allora, decisi di inserire ogni anno, proprio in concomitanza della tradizionale festa di sangue, immagini esaurienti di quell’evento che inizia per l’appunto con l’arrivo dell’estate. Non sono vegetariano, non sono un estremista e speravo (e mi aspettavo) di ricevere pareri diversi, discordanti, insomma speravo di suscitare un colloquio costruttivo, ma mai mi sarei aspettato di essere insultato.

Questo è il commento che ho ricevuto:

Oltre all’accusa di ignoranza, il signor Sven (ma potrebbe chiamarsi Carmelo) ha pensato bene di offendere il mio patronimico. Inoltre, sempre Sven o Carmelo, è l’autore di una pagina facebook dal titolo (Non solo)Italiani innamorati delle isole Faer Oer:

A questo punto mi sento in dovere di sfatare la qualifica di ignorante, ma giusto per dare un merito alla mia Laurea in Scienze Naturali. Innanzitutto, tengo a precisare questo:

Esiste, a mio giudizio, una sostanziale differenza tra cacciare/pescare per la sussistenza di una popolo e perpetuare con illogica motivazione un massacro sanguinario.

Infatti, gli abitanti delle Isole Far Oer sopravvivono per il 60% dall’allevamento di ovini e il resto dalla pesca (cioè specie ittiche, non mammiferi), bovini da latte e la coltivazione delle patate. I piatti tradizionali a base di carne di Globicefalo rappresentano un alimento sfizioso offerto anche ai turisti. Ma non è più l’alimento principale da decenni, la popolazione è cresciuta, e dato che i suddetti cetacei vengono raccolti una volta all’anno, d’estate, nel resto dell’anno, i faroesi si nutrono d’aria e amore? Non credo che i faroesi possano attendere troppo o l’isola si spopolerebbe e mangiare sempre surgelato o un solo alimento causerebbe seri problemi di salute.

Il caro italiano che si fa chiamare Sven (ma forse è sempre Carmelo) afferma che gli abitanti (in realtà una parte della popolazione e non tutti) cacciano per nutrirsi (?). In realtà, si tratta di una vera trappola per animali notoriamente e scientificamente indifesi e dall’indole docile. Vengono spinti all’interno di una baia  a ridosso della riva e poi massacrati. Considerata una festa popolare dagli abitanti, compresi i bambini. Non mi sembra che i faroesi siano come gli eschimesi che vanno in giro armati di fiocina cacciando foche e narvali o pigmei o indios con frecce avvelenate a caccia di scimmie. Quelli si, che possono e debbono farlo: e mai ridurranno la popolazione di una specie all’estinzione perché prendono dalla natura ciò che basta per vivere, non uccidono per divertirsi.

Sven, cioè Carmelo, afferma che i pilot whale non sono in via di estinzione. Allora, per quale motivo lo IUCN (International Union for Conservation of Nature) inserisce questa specie nella lista rossa? Perché sono vulnerabili, a rischio estinzione per i seguenti motivi:

1. non c’è alcuna certezza di sapere a quanto ammonta il numero della popolazione dei Globicefali, per evidenti difficoltà di monitoraggio

2. esistono più specie di Globicefali, quindi è errato parlare di una sola specie: Globicephala melas (long-pinned pilot whale) o globicefalo comune + tre sottospecie  G. m. melas nel Nord Atlantico, G. m. edwardii nell’emisfero sud, e una specie senza nome nelle acque territoriali giapponesi ESTINTA tra l’ottavo e il dodicesimo secolo A.D..

3. vengono cacciati troppi individui (anche in Giappone, dove la situazione è ancora più critica) rispetto alla crescita delle popolazioni delle specie di cui sopra. Infatti, le femmine di Globicefalo raggiungono la maturità sessuale attorno ai 7 anni e il periodo di gestazione è di 15 mesi, troppo lungo.

4. l’alimento principale dei pilot whale è il calamaro, una specie in netto calo demografico a causa della pesca massiccia da parte dell’uomo.

Ricapitolando, se lo IUCN afferma che non ci sono sufficienti informazioni per stabilire che questa specie e affini siano in via di estinzione, è comunque una specie a rischio per i motivi che vi ho elencati.

Sea Shepherd Conservation Society da anni si batte per far cessare questa irresponsabile barbarie.

Un articolo interessante, in lingua inglese, mi è stato segnalato da un’amica Sloppy Buddhist e potete leggerlo qui.

Concludendo, mi rivolgo a te, caro italiano innamorato delle isole Faer Oer, per gli amici Carmelo:

spero tanto che leggerai questo articolo e mi auguro che noterai che non ho mai offeso il tuo nome, qualunque esso sia, che non ti ho dato dell’ignorante. Probabilmente sei poco informato sui fatti e troppo “innamorato” per aprire gli occhi. Non accetterò altri insulti, su questo sarò irremovibile. I faroesi sono gente straordinaria e la loro terra è splendida.

Ma prima di innamorarti di un luogo incontaminato assicurati che non sia sporco di sangue.

spiaggiamento di globicefali in Nuova Zelanda avvenuto nel 2006: la disperazione di un volontaria nel tentativo di salvare un individuo

***

Fontihttp://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/strage_delfini_danimarca/

http://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/taiji_delfini/

http://www.iucnredlist.org/details/9250/0

http://www.seashepherd.it/

http://www.seashepherd.org/

http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2012/0706/1224319511211.html

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