Valerio Magrelli: lineamenti di topologia politica

16 Feb

Lineamenti di topologia politica: Sartor Resartus

Indovinello (11, 8)

Un bel paio di guanti, ma fallati (o fatati?):

quello sinistro tende a rovesciarsi,

col dentro che va in fuori.

L’altro no.

E alla fine si resta con due destre.

 

[Soluzione: bipolarismo italiano]

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Appunti Notturni di un Satiro Laconico

26 Gen

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

***

La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.

***

L’evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.

***

 

La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.

***

Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.

ENNIO FLAIANO  1910-1972

La tensione del turista

22 Gen

 

(Ringrazio Sara Stradi per l’immagine)

L’ESPLORATORE POLARE di Joseph Brodsky

3 Gen


Mangiati tutti i cani. Non un foglio

bianco è rimasto nel diario. Il filo

delle parole copre il ritratto della moglie,

e sulla guancia imprime il neo di una data sospetta.

Altra foto: la sorella. Non la risparmia: c’è

da registrare lo spazio conquistato.

E la cancrena, annerendosi, si avvolge fino all’anca

come la calza di una donnina del variété.

Brodsky’s typewriter, currently housed in the Anna Akhmatova Museum, in St. Petersberg, Russia.

A Polar Explorer

All the huskies are eaten. There is no space
left in the diary, And the beads of quick
words scatter over his spouse’s sepia-shaded face
adding the date in question like a mole to her lovely cheek.
Next, the snapshot of his sister. He doesn’t spare his kin:
what’s been reached is the highest possible latitude!
And, like the silk stocking of a burlesque half-nude
queen, it climbs up his thigh: gangrene.

Hotel Insonnia by Charles Simic

27 Dic

(Da Hotel Insonnia – Adelphi ed. – traduzione di Andrea Molesini)

Yugoslav passport issued June 18, 1953 for Simic (top) and his brother

Mi piaceva quel mio piccolo buco

con la finestra che dava su un muro di mattoni.

Nella stanza vicina c’era un piano.

Un vecchio storpio veniva a suonare

My Blue Heaven

due tre sere al mese.

In genere, però, era tranquillo.

Ogni camera con il suo ragno dal soprabito pensante

che cattura la mosca nella rete

fatta di fumo e cerimonie.

Era così buio laggiù

che non riuscivo a vedermi nello specchio del lavabo.

Di sopra alle 5 del mattino, scalpiccìo di piedi nudi.

Lo “Zingaro” che legge la fortuna

(ha il negozio all’angolo)

va a pisciare dopo una notte d’amore.

Una volta, persino il singhiozzo di un bambino.

Era così vicino che per un attimo

pensai di singhiozzare anch’io.

*****

Hotel Insomnia

 
I liked my little hole,
Its window facing a brick wall.
Next door there was a piano.
A few evenings a month
a crippled old man came to play
"My Blue Heaven."

Mostly, though, it was quiet.
Each room with its spider in heavy overcoat
Catching his fly with a web
Of cigarette smoke and revery.
So dark,
I could not see my face in the shaving mirror.

At 5 A.M. the sound of bare feet upstairs.
The "Gypsy" fortuneteller,
Whose storefront is on the corner,
Going to pee after a night of love.
Once, too, the sound of a child sobbing.
So near it was, I thought
For a moment, I was sobbing myself.


 

Pier Paolo Pasolini

15 Dic

Commosso sulla mia infelicità

Commosso sulla mia infelicità,
felice credo nel conforto della
parola che svela, che degrada.

Temo solo la morte, il puro fatto
della morte. Tutto il resto si gioca.

La decadenza delle arti

12 Nov

Sempre di più avverto, da parte degli editori, la richiesta di attualità. Attualità immediata, istantanea, fresca di giornata. Subito! Subito! Immediatamente! Sforna alla svelta un libro su quello di cui si è parlato oggi al telegiornale, su quello che scrivono i giornali del mattino. Ecco il succo delle loro richieste, dei loro incitamenti, dei loro moniti e appelli.

Questo ritmo, questo affanno, gli editori tentano di imporlo anche alla letteratura. Le qualità essenziali della vera letteratura, come per esempio lo stile, restano completamente ignorate. Due cose sole vengono prese in considerazione. un tema scottante di grande richiamo, e l’istantaneità. Al libro si chiede esattamente lo stesso che a un articolo di giornale scritto sulle ginocchia. Così il moloch dell’attualità divora tutto, digerisce tutto.

Da tale abbassamento della letteratura consegue che tutti sono capaci di scrivere un libro (e lo scrivono!): calciatori, cantanti, ragionieri, poliziotti. Lo scrivere non è più un’arte, anzi non è neanche più una professione: ormai è diventato un mezzo universalmente accessibile per reclamizzarsi, far quattrini o procacciarsi ammiratori. L’inflazione, ecco che cosa minaccia l’arte: il diluvio, l’alluvione, l’inondazione di dilettantismo, di faciloneria, di qualunquismo che macina nelle sue fauci balbettanti tutto ciò che vale, che sta al di sopra della mediocrità e del kitsch. La dittatura della quantità, la dittatura del mucchio. ecco un problema di cui è difficile venire a capo.

E’ questo il segno dei nostri tempi, i tempi in cui tutto invecchia rapidamente per venir subito gettato nella spazzatura; tempi governati da bisogno di novità, dal culto del cambiamento, dalla richiesta esclusiva di portate freschissime, fumanti, bollenti, versate nel piatto direttamente dalla pentola o dalla padella. Oggi non si corredano di date solo gli articoli: sempre più spesso accanto al nome dell’autore compare il suo anno di nascita, perché si sappia di che epoca è, di quale categoria (terza o quarta?), e se quindi valga la pena leggerlo oppure sia preferibile dedicarsi ad altro.

(Ryszard Kapuściński – Lapidarium )

 

 

Ammaniti e la scrittura pressapochista

6 Nov

E’ disarmante osservare il declino della letteratura italiana da almeno un ventennio. Salvando qualche eccezione. Ma le eccezioni non bastano a salvarci. Ho sempre diffidato dei fenomeni passeggeri, dei cosiddetti Cannibali (quale etichetta migliore per descrivere la mercificazione della lingua italiana). Insomma, l’era del pressapochismo è ben diffuso e non sarà facile scrollarselo dal groppone. Questa fase della letteratura italiana comporta una moltitudine di romanzi di scarsa qualità. Decisamente.

La colpa non è imputabile solo allo giovane scrittore figlio di papà pieno di agganci, ma anche agli Editori: pubblicano romanzi demenziali perché c’è poco nel panorama artistico,  ma soprattutto bisogna obbedire al mercato e fare soldi.

La qualità non è più la prerogativa dell’Editore. Per lo scrittore, la dignità è demodè.

Ed ecco che si manifesta la parata dello stile irreale, abusato ed estremizzato alla Palahniuk.  Ma sono italiani.

Niccolò Ammaniti è uno dei tanti esempi. Quindi:

  • Branchie!: La biografia autorizzata di Aquaman,  a giudicare dal titolo. La realtà è peggiore: un libro che farebbe tenerezza a coloro che guardano C’è Posta per Te.
  • Fango: raccolta di racconti maleodoranti, la decadenza delle idee – ecco la trama, quella vera, di uno dei racconti presenti nel libro:

Alla vigilia dell’esame di zoologia, ultimo prima della laurea, uno studente viene ucciso da tre naziskin dopo essersi intromesso nel pestaggio di quest’ultimi nei confronti di un barbone. Grazie ai riti del barbone, conoscitore di antiche magie, l’anima dello studente ritorna nel corpo e lo trasforma in un zombie. In questa nuova veste lo studente supera l’esame, si laurea e diventa un brillante ricercatore.

Questa stronzata (dov’è il senso del racconto?) poteva scriverla chiunque e non vi dico il resto della raccolta. Inoltre, qualcuno può spiegarmi come si fa ad avere per ultimo prima della laurea l’esame di Zoologia? E’ un esame propedeutico del primo anno di Scienze Biologiche e Scienze Naturali. Non è concesso sostenere esami degli anni successivi senza aver dato prima Zoologia. Informarsi prima non farebbe male.

  • Ti prendo e ti porto via: non resisto, è davvero una puttanata modello Emmaus di Baricco.
  • Io non ho paura: un’ occasione persa. Che fa acqua in molti punti. La storia regge, ma è affaticata. E Salvatores, grande regista senza più idee da molti anni, ne ha fatto un film. Mediocre: come il libro di Ammaniti.
  • Come Dio comanda: l’apoteosi dell’ovvietà, a detta di Andrea Cortellessa. Non è il peggiore romanzo (perché ha superato se stesso con il successivo), però ha vinto il Premio Strega nel 2007: cioè, quel premio letterario che vede nomi come Ennio Flaiano, Cardarelli, Pavese, Bufalino, Pontiggia, Vassalli. Da piangere…
  • Che la festa cominci: LA CAGATA DEL NUOVO MILLENNIO. Ammaniti non racconta storie credibili e intelligenti, ma cartoni animati di bassa lega. Indubbiamente, il più brutto prodotto editoriale che mi sia mai capitato di leggere.
L’ultimo (Io e Te) non l’ho letto e non lo voglio leggere. Preferisco vivere e dico NO al pressapochismo narrativo, alla mediocrità intellettuale contemporanea.

Diario di un naturalista visionario

3 Nov

Un rospo vale due vespe. Però vespe più grandi di quelle europee. Il volo rapido, scintillante. Uccidono i passeri in volo. Se questi si posano, sono al sicuro, ma le vespe li punzecchiano finché non riprendono il volo. Anche loro filano su e li pungono sul ventre. Il pungiglione attraversa le piume leggere senza piegarsi. I gridi acuti, acuti, così particolari, che a volte si sentono e fanno correre alla finestra, sono quelli di un uccello dolorosamente colpito. Cade presto, molto gonfio, e finché non muore, una decina di minuti dopo, si muove appena.

Il veleno della vespa si usa nella magia nera. Il veleno del rospo gli è superiore, benché più freddo. Si aggiunge meglio al cibo, porta meglio la maledizione, sembra quasi “obbedire”.

[Henri Michaux – poeta, pittore surrealista – 1899/1984][vedi anche Henri Michaux – Teste]

tentazione dello scrittore

22 Ott

Aver scritto qualcosa che ti lascia come un fucile sparato, ancora scosso e riarso, vuotato di tutto te stesso, dove non solo hai scaricato tutto quello che sai ti te stesso, ma quello che sospetti e supponi, e i sussulti, i fantasmi, l’inconscio – averlo fatto con lunga fatica e tensione, con cautela di giorni e tremori e repentine scoperte e fallimenti e irrigidirsi di tutta la vita su quel punto – accorgersi che tutto questo è come nulla se un segno umano, una parola, una presenza non lo accoglie, lo scalda – e morir di freddo – parlare al deserto – essere solo notte e giorno come un morto.

[Cesare PaveseIl mestiere di vivereanche il titolo è suo]

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