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Happy New Bomb (?)

29 Dic

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“Hell Broke Luce”

I had a good home but I left
I had a good home but I left, right, left
That big fucking bomb made me deaf, deaf
A Humvee mechanic put his Kevlar on wrong
I guarantee you’ll meet up with a suicide bomb
Hell broke luce Hell broke luce
Big fucking ditches in the middle of the road
You pay a hundred dollars just for fillin’ in the hole
Listen to the general every goddamn word
How many ways can you polish up a turd
Left, right, left, left, right
Left, right
Hell broke luce Hell broke luce Hell broke luce
How is it that the only ones responsible for making this mess
Got their sorry asses stapled to a goddamn desk
Hell broke luce Hell broke luce
Left, right, left
What did you do before the war?
I was a chef, I was a chef
What was your name?
It was Geoff, Geoff
I lost my buddy and I wept, wept
I come down from the meth
So I slept, slept
I had a good home but I left, left
Pantsed at the wind for a joke
I pranced right in with the dope
Glanced at her shin she said nope
Left, right, left
Nimrod Bodfish have you any wool
Get me another body bag the body bag’s full
My face was scorched, scorched
I miss my home I miss my porch, porch
Left, right, left
Can I go home in March? March
My stanch was a chin full of soap
That rancid dinner with the pope
Left, right, left
Kelly Presutto got his thumbs blown off
Sergio’s developing a real bad cough
Sergio’s developing a real bad cough
Hell broke luce Hell broke luce Hell broke luce
Boom went his head away
And boom went Valerie
What the hell was it that the president said?
Give him a beautiful parade instead
Left, right, leftWhen I was over here I never got to vote
I left my arm in my coat
My mom she died and never wrote
We sat by the fire and ate a goat
Just before he died he had a toke
Now I’m home and I’m blind
And I’m broke
What is next?

TOM WAITS – KATHLEEN BRENNAN (ANTI – Records)

***

post scriptum

Questa canzone antimilitarista è probabilmente dedicata al soldato americano Jeff Lucey che si tolse la vita dopo che tornò in patria dall’Iraq . Il titolo è un gioco di parole costruito sull’idioma “all hell broke loose” , cioè “si è scatenato un putiferio” (scoperto dopo una estenuante ricerca, spero positiva – qualunque smentita è ben accetta).

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Men who hate Women

7 Ago

La bellezza è dignità.

(antonio occulto)

Stop all kinds of violence against women.

(Neela)

Wake Up!

5 Ago

L’anno scorso, all’inizio dell’estate, ho inserito su questo blog un personale articolo sul massacro dei Globicefali nelle isole Faer Oer, meglio conosciuto come Grindadràp. Da allora, decisi di inserire ogni anno, proprio in concomitanza della tradizionale festa di sangue, immagini esaurienti di quell’evento che inizia per l’appunto con l’arrivo dell’estate. Non sono vegetariano, non sono un estremista e speravo (e mi aspettavo) di ricevere pareri diversi, discordanti, insomma speravo di suscitare un colloquio costruttivo, ma mai mi sarei aspettato di essere insultato.

Questo è il commento che ho ricevuto:

Oltre all’accusa di ignoranza, il signor Sven (ma potrebbe chiamarsi Carmelo) ha pensato bene di offendere il mio patronimico. Inoltre, sempre Sven o Carmelo, è l’autore di una pagina facebook dal titolo (Non solo)Italiani innamorati delle isole Faer Oer:

A questo punto mi sento in dovere di sfatare la qualifica di ignorante, ma giusto per dare un merito alla mia Laurea in Scienze Naturali. Innanzitutto, tengo a precisare questo:

Esiste, a mio giudizio, una sostanziale differenza tra cacciare/pescare per la sussistenza di una popolo e perpetuare con illogica motivazione un massacro sanguinario.

Infatti, gli abitanti delle Isole Far Oer sopravvivono per il 60% dall’allevamento di ovini e il resto dalla pesca (cioè specie ittiche, non mammiferi), bovini da latte e la coltivazione delle patate. I piatti tradizionali a base di carne di Globicefalo rappresentano un alimento sfizioso offerto anche ai turisti. Ma non è più l’alimento principale da decenni, la popolazione è cresciuta, e dato che i suddetti cetacei vengono raccolti una volta all’anno, d’estate, nel resto dell’anno, i faroesi si nutrono d’aria e amore? Non credo che i faroesi possano attendere troppo o l’isola si spopolerebbe e mangiare sempre surgelato o un solo alimento causerebbe seri problemi di salute.

Il caro italiano che si fa chiamare Sven (ma forse è sempre Carmelo) afferma che gli abitanti (in realtà una parte della popolazione e non tutti) cacciano per nutrirsi (?). In realtà, si tratta di una vera trappola per animali notoriamente e scientificamente indifesi e dall’indole docile. Vengono spinti all’interno di una baia  a ridosso della riva e poi massacrati. Considerata una festa popolare dagli abitanti, compresi i bambini. Non mi sembra che i faroesi siano come gli eschimesi che vanno in giro armati di fiocina cacciando foche e narvali o pigmei o indios con frecce avvelenate a caccia di scimmie. Quelli si, che possono e debbono farlo: e mai ridurranno la popolazione di una specie all’estinzione perché prendono dalla natura ciò che basta per vivere, non uccidono per divertirsi.

Sven, cioè Carmelo, afferma che i pilot whale non sono in via di estinzione. Allora, per quale motivo lo IUCN (International Union for Conservation of Nature) inserisce questa specie nella lista rossa? Perché sono vulnerabili, a rischio estinzione per i seguenti motivi:

1. non c’è alcuna certezza di sapere a quanto ammonta il numero della popolazione dei Globicefali, per evidenti difficoltà di monitoraggio

2. esistono più specie di Globicefali, quindi è errato parlare di una sola specie: Globicephala melas (long-pinned pilot whale) o globicefalo comune + tre sottospecie  G. m. melas nel Nord Atlantico, G. m. edwardii nell’emisfero sud, e una specie senza nome nelle acque territoriali giapponesi ESTINTA tra l’ottavo e il dodicesimo secolo A.D..

3. vengono cacciati troppi individui (anche in Giappone, dove la situazione è ancora più critica) rispetto alla crescita delle popolazioni delle specie di cui sopra. Infatti, le femmine di Globicefalo raggiungono la maturità sessuale attorno ai 7 anni e il periodo di gestazione è di 15 mesi, troppo lungo.

4. l’alimento principale dei pilot whale è il calamaro, una specie in netto calo demografico a causa della pesca massiccia da parte dell’uomo.

Ricapitolando, se lo IUCN afferma che non ci sono sufficienti informazioni per stabilire che questa specie e affini siano in via di estinzione, è comunque una specie a rischio per i motivi che vi ho elencati.

Sea Shepherd Conservation Society da anni si batte per far cessare questa irresponsabile barbarie.

Un articolo interessante, in lingua inglese, mi è stato segnalato da un’amica Sloppy Buddhist e potete leggerlo qui.

Concludendo, mi rivolgo a te, caro italiano innamorato delle isole Faer Oer, per gli amici Carmelo:

spero tanto che leggerai questo articolo e mi auguro che noterai che non ho mai offeso il tuo nome, qualunque esso sia, che non ti ho dato dell’ignorante. Probabilmente sei poco informato sui fatti e troppo “innamorato” per aprire gli occhi. Non accetterò altri insulti, su questo sarò irremovibile. I faroesi sono gente straordinaria e la loro terra è splendida.

Ma prima di innamorarti di un luogo incontaminato assicurati che non sia sporco di sangue.

spiaggiamento di globicefali in Nuova Zelanda avvenuto nel 2006: la disperazione di un volontaria nel tentativo di salvare un individuo

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Fontihttp://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/strage_delfini_danimarca/

http://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/taiji_delfini/

http://www.iucnredlist.org/details/9250/0

http://www.seashepherd.it/

http://www.seashepherd.org/

http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2012/0706/1224319511211.html

Le stagioni di Pripjat’

24 Giu

Ho sentito parlare di un film horror sulla tragedia di Chernobyl. Una stronzata di cattivo gusto che le vittime di quell’episodio storico gravissimo non meritano affatto. Ricordo i bambini ucraini venuti in Puglia, nelle località di mare, come quella in cui ho vissuto per 18 anni. E ricordo una bambina bellissima che si chiamava Vitalina Pallamar portata in famiglia per salvarla dalle radiazioni. Il fratello minore morì di leucemia. La città di Pripjat’ fu totalmente evacuata, è stata la città più colpita dalle radiazioni. Una città fantasma. Non ho più saputo nulla di Vita.

La notizia che non fa notizia

9 Giu

Da Il Manifesto.it (articolo di Luisa Betti pubblicato il 17 Novembre 2011):

L’escalation delle violenze a causa del conflitto in Somalia sta levitando: donne stuprate e assalite da gruppi di uomini all’interno dei campi profughi, tra cui Dadaab in Kenya che è il campo più grande del mondo (grande come Firenze), in quanto secondo la valutazione dalla IRC (International Rescue Commitee), negli ultimi sei mesi all’interno dei campi le violenze sono aumentate e le vittime sono donne tra i 13 e i 30 anni: basta andare a fare legna o a cercare servizi igenici che il pericolo raddoppia. Finora sono stati denunciati 358 episodi ma il numero è più alto perché le donne si vergognano a denunciare una violenza e hanno paura di essere anche allontanate. A questo si aggiunge un numero crescente di bambini che vengono uccisi e catturati nel Paese: “Un numero crescente di bambini e civili sono stati catturati durante gli attacchi e gli scontri che si stanno verificando in tutto il Sud e il centro della Somalia – ha detto il Rappresentante UNICEF in Somalia, Sikander Khan – e nelle ultime settimane, c’è stato un preoccupante aumento di omicidi e gravi ferimenti di bambini”. Fino ad oggi, nel 2011 quasi 300 bambini sono stati gravemente feriti e oltre 100 sono stati uccisi dall’inizio del conflitto, ma secondo l’Unicef nel mese di ottobre c’è stata una impennata con 24 bambini uccisi, il doppio rispetto ai mesi scorsi, e 58 che hanno subito ferite gravi, una cifra mai ragggiunta nel corso di un mese. Numeri probabilmente minori rispetto alla realtà se si contano i bambini morti e feriti non denunciati. A questo si aggiungano le violenze sessuali e i bambini reclutati: quest’anno, il monitoraggio e i report delle Nazioni Unite hanno confermato oltre 200 ragazze violentate e più di 600 bambini arruolati.

Legge 475 o Legge del Libero Stupro

30 Mar

Amina era una ragazza di soli 16 anni. Era diretta a casa, dopo la scuola, nel suo villaggio natale di Chourfa.

Amina Filali fu minacciata con un coltello da Salek Mustafa.

Portata nei pressi di un bosco. Picchiata e stuprata.

La famiglia denunciò l’accaduto, ma – ecco la vergogna – il codice penale marocchino attraverso la legge 475 dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne.

La famiglia accettò le condizioni.

Amina si è suicidata il 10 Marzo scorso ingerendo veleno per topi.

P.S.: Per chi volesse firmare la petizione contro questa legge di MERDA cliccate questo link http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl

 

 

Cannibalismo Urbano

18 Feb

foto di Antonio Occulto

Parma, 18 Febbraio 2012 ore 11,30

La decadenza delle arti

12 Nov

Sempre di più avverto, da parte degli editori, la richiesta di attualità. Attualità immediata, istantanea, fresca di giornata. Subito! Subito! Immediatamente! Sforna alla svelta un libro su quello di cui si è parlato oggi al telegiornale, su quello che scrivono i giornali del mattino. Ecco il succo delle loro richieste, dei loro incitamenti, dei loro moniti e appelli.

Questo ritmo, questo affanno, gli editori tentano di imporlo anche alla letteratura. Le qualità essenziali della vera letteratura, come per esempio lo stile, restano completamente ignorate. Due cose sole vengono prese in considerazione. un tema scottante di grande richiamo, e l’istantaneità. Al libro si chiede esattamente lo stesso che a un articolo di giornale scritto sulle ginocchia. Così il moloch dell’attualità divora tutto, digerisce tutto.

Da tale abbassamento della letteratura consegue che tutti sono capaci di scrivere un libro (e lo scrivono!): calciatori, cantanti, ragionieri, poliziotti. Lo scrivere non è più un’arte, anzi non è neanche più una professione: ormai è diventato un mezzo universalmente accessibile per reclamizzarsi, far quattrini o procacciarsi ammiratori. L’inflazione, ecco che cosa minaccia l’arte: il diluvio, l’alluvione, l’inondazione di dilettantismo, di faciloneria, di qualunquismo che macina nelle sue fauci balbettanti tutto ciò che vale, che sta al di sopra della mediocrità e del kitsch. La dittatura della quantità, la dittatura del mucchio. ecco un problema di cui è difficile venire a capo.

E’ questo il segno dei nostri tempi, i tempi in cui tutto invecchia rapidamente per venir subito gettato nella spazzatura; tempi governati da bisogno di novità, dal culto del cambiamento, dalla richiesta esclusiva di portate freschissime, fumanti, bollenti, versate nel piatto direttamente dalla pentola o dalla padella. Oggi non si corredano di date solo gli articoli: sempre più spesso accanto al nome dell’autore compare il suo anno di nascita, perché si sappia di che epoca è, di quale categoria (terza o quarta?), e se quindi valga la pena leggerlo oppure sia preferibile dedicarsi ad altro.

(Ryszard Kapuściński – Lapidarium )

 

 

Grindadráp: la mattanza dei globicefali

25 Ago

Faroe Islands. All’inizio dell’estate. Come ogni estate. Ecco la tradizionale festa dei faroesi. Grindadráp: la mattanza dei cetacei. Il mare diventa totalmente rosso. Ma è sangue. Il sangue di numerosi delfinidi. Un migliaio. Vengono spinti con le imbarcazioni dentro le baie e la gente, bambini compresi, si lanciano a squartare questi animali indifesi. I giornalisti sono esclusi dal gioco. Ovviamente. La popolazione locale (ma non tutti sono d’accordo, alcuni si battono per l’abolizione) fa di tutto per tenere alla larga telecamere e macchine fotografiche.

La caccia non è affatto una pratica commerciale. Da molto tempo non si mangia più la carne dei globicefali, la specie che viene maggiormente trucidata. Bisogna aggiungere che le specie uccise per puro divertimento sono in via di estinzione. Il Grindadráp non è mai stato approvato dall’International Whaling Commission (la commissione internazionale delle balene), che però sta valutando l’opportunità di riaprire la caccia per finalità scientifiche: a cosa serve questa commissione da quattro soldi? La stessa commissione che ha permesso al Giappone, con la stessa motivazione tranello, di uccidere balene (per la produzione di piatti prelibati a ricchi industriali e innominabili dell’Alta Finanza).

I faroesi che partecipano a questa disgustosa attività dichiarano che i metodi usati per uccidere i cetacei non sono dolorosi. Quindi se io ti sparo in testa sono giustificato a farlo perché non senti nulla. Anche se poi non respiri più. Inoltre sono convinti che il Grindadráp fa parte della loro cultura ed è sacrosanto difenderlo.

Come diceva mia madre, Non sarà il caso di cambiare le cattive abitudini?

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