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19 Feb

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the master

The Master – Collage and acrylic on paper – 2013

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Mauvaise Pensée

12 Set

L’uomo è un mostro. Tutto il suo ingegno si prodiga nel difendere ed esagerare la propria mostruosità. In virtù del suo potere di distruzione, è il re della creazione. L’uomo può creare solo a spese della creazione.

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Translate by Antonio Occulto

Man is a monster. All his talent strives to defend and exaggerate his own monstrosity. By virtue of his power of destruction, he is the king of creation. Man can create only at expense of creation.

Paul Valéry

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photo by Robert and Shana ParkeHarrison

Chaim Soutine: Maternité

18 Lug

Oil on Canvas  -1942 -64,1×43,5 cm

Chaim Soutine

La foresta dei sogni

9 Ott

Il sonno frequenta cupe compagnie fuori dalla vita; sopra i dormienti fluttua il pensiero in decomposizione, un vapore vivo e morto si combina con il possibile che forse, in qualche modo, pensa nello spazio. Da qui i grovigli. La fitta nuvola del sogno si sovrappone alla trasparente stella dello spirito. Sopra le palpebre chiuse, dove la visione ha presto il posto della vista, una disgregazione sepolcrale di sagome e figure si dilata nell’evanescente. Una misteriosa dispersione di esistenze si mescola alla nostra vita sul bordo mortale del sonno. E’ nell’aria che larve e anima si intrecciano. Anche chi non sta dormendo avverte su di sé il peso di quella vita sinistra. Lo attornia una chimera, realtà intuita, e lo turba. L’uomo che cammina attraverso i fantasmi del sonno altrui, respinge confusamente forme che gli passano accanto, e ha, o crede di avere, l’orrore vago dei contatti ostili con l’invisibile, e a ogni istante avverte l’urto oscuro, l’inesprimibile incontro che dilegua. Camminare nella notte popolata di sogni è come attraversare una foresta.

[Victor HugoL’uomo che ride]

un lavoro su carta di Victor Hugo

Appendice 

E’ qui il caso di ricordare che i grandi maestri, poeti o pittori, Hugo o Delacroix, sono sempre in anticipo di parecchi anni sui loro timidi ammiratori. Il pubblico è, rispetto al genio, un orologio che rimane indietro.

Charles Baudelaire, 1855

 

 

 

Frank Auerbach: vortice e colore

12 Set

Frank Auerbach (Berlino, 29 Aprile 1931), pittore figurativo tedesco di nazionalità britannica. I suoi genitori (di origine ebraica) lo mandarono nel ’39 in Inghilterra  attraverso il programma Kindertransport per sfuggire al nazionalsocialismo di Hitler. I genitori moriranno in un campo di concentramento.

La tecnica di F.A. è particolarmente materica, spesse pennellate di colore trascinate e vorticosamente incrociate fino a plasmarsi nell’immagine voluta, generalmente ritratti. I lavori di Auerbach disturbano l’occhio dell’osservatore costretto a concentrarsi sulla materia contorta e raschiata.

Il suo studio lo ha ereditato dal pittore Leon Kossoff, nel 1954, da allora rimasto immutato.

Le opere più belle, a mio giudizio , sono quelle che ritraggono la (allora) trentaduenne Estella Olive West (denominata EOW nei suoi dipinti) detta Stella, conosciuta quando F.A. aveva 17 anni recitando una piccola parte in uno spettacolo di Peter Ustinov. Stella era una attrice vedova dilettante, proprietaria di una pensione a Earls Court. Il loro rapporto, durato 23 anni, fu passionale e violento.

Medardo Rosso: superamento del concetto di forma

12 Set

Medardo Rosso (Torino, 21 giugno 1858 – Milano, 31 marzo 1928): uno dei più importanti scultori impressionisti del mondo.

Un cronista de “L’Indipendance” scriveva, nel 1909, dopo aver visto le sculture di Medardo Rosso: “Sembrano esposti al calore di un braciere, che ha fuso i contorni e fatto colare i piani gli uni dentro gli altri, squilibrando le proporzioni”.

“A me, nell’arte, interessa soprattutto di far dimenticare la materia” – (Medardo Rosso).

Piero Manai: l’assenza si fa materia

27 Ago

Piero Manai era un pittore italiano (Bologna 1951- Bologna 1987) che sapeva interrogare la scultura attraverso la pittura. Solo un ventennio di lavoro, dalle sperimentazioni con le polaroid fino alla consacrazione con i Monoliti, le Teste e le grandi Figure Umane. Sulla sua vita privata non abbiamo molto. La sua pittura ha fatto scuola. Per me è stato un punto di riferimento importante. Ma lo conoscono in pochi. Diceva John Berger: “Ciò che ogni opera autentica tocca è l’assenza. Un’assenza che, senza la pittura, potrebbe passare inosservata. E questa sarebbe una grande perdita.

Piero Manai è morto a 37 anni per un male incurabile.

La profezia di Victor Brauner

24 Ago

Victor Brauner (1903-1966) era un pittore rumeno surrealista. La sua produzione artistica è ricca di singolari immagini ibride, allucinazioni fantastiche che mescolano donne, animali e oggetti fuori da ogni costrizione logica. Un simbolo ricorrente, o forse sarebbe meglio dire la sua ossessione, era quello dell’occhio enucleato, cioè dipingeva soggetti i cui occhi o il singolo occhio si staccavano dalle loro orbite, si allungavano, assumevano vita propria. Nel 1931 dipinse l’opera Autoritratto con occhio estratto. Nel 1938, a causa di una rissa in un bar, perse l’occhio sinistro colpito da un bicchiere.

 

 

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