There is nowhere to hide

7 Set

Sono nato e cresciuto nelle paludi baltiche, dove

onde grigie di zinco vengono a due a due;

di qui tutte le rime, di qui la voce pallida

che fra queste s’ arriccia, come un capello umido;

se mai s’arriccia. Anche puntando il gomito, la conchiglia

dell’orecchio non distingue in esse nessun ruglio,

ma sbattere di tele, di persiane, di mani,

bollitori su fornelli, al massimo grida di gabbiani.

In questi piatti paesi quello che difende

dal falso il cuore è che in nessun luogo ci si può celare e si vede

più lontano. Soltanto per il suono lo spazio è ostacolo:

l’occhio non si lamenta per l’assenza di eco.

Joseph Brodsky (1975)

***

I was born and grew up in the Baltic marshland
by zinc-gray breakers that always marched on
in twos. Hence all rhymes, hence that wan flat voice
that ripples between them like hair still moist,
if it ripples at all. Propped on a pallid elbow,
the helix picks out of them no sea rumble
but a clap of canvas, of shutters, of hands, a kettle
on the burner, boiling - lastly, the seagull's metal 
cry. What keeps hearts from falseness in this flat region
is that there is nowhere to hide and plenty of room for vision.
Only sounds needs echo and dreads its lack.
A glance is accustomed to no glance back.

photo by joel peter witkin

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9 Risposte to “There is nowhere to hide”

  1. Russell Smith settembre 7, 2012 a 8:19 pm #

    I love Joel Peter Witkin! Or Peter Joel… Anyway, I really loved the poem too. Rock on, Antonio!

    • occultoantonio settembre 8, 2012 a 7:21 am #

      Yes, Russell, i like Witkin’s Work. It’s very strong and dark.

    • occultoantonio settembre 8, 2012 a 2:45 pm #

      Hey Russell, you’re right! His name is Joel Peter… (sigh!)

      • Russell Smith settembre 8, 2012 a 3:43 pm #

        I hate people with three names like Philip Seymore Hoffman, Jennifer Jason Leigh, et al.

      • occultoantonio settembre 8, 2012 a 4:17 pm #

        Hahaha… Great, Russell 🙂

  2. onestreetshy settembre 8, 2012 a 5:31 am #

    Such a cool piece. Native American blended with Father Time almost. Bravo

  3. Francina settembre 12, 2012 a 3:13 pm #

    such a beautiful poem, Antonio.

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