Chaim Soutine: Maternité

18 Lug

Oil on Canvas  -1942 -64,1×43,5 cm

Chaim Soutine

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11 Risposte to “Chaim Soutine: Maternité”

  1. lois luglio 18, 2012 a 4:35 pm #

    Ho rivisto di recente (con gran piacere) all’Orangerie di Parigi, alcuni dei più bei dipinti di Soutine. Quei dipinti (della collezione di Paul Guillame, che divenne suo mercante, forzatamente e indotto da Modigliani), rappresentano una pittura espressiva di altissimo livello. Le deformazioni dei corpi, degli oggetti e le loro espressioni sentimentali, rappresentano l’immagine del secolo che si incardinava nella spirale delle guerre e della devastazione sociale, in cui l’introspezione personale racchiude la sofferenza dell’anima.
    In questo, credo, che Soutaine sia stato ineguagliabile, purtroppo peró, non gode di grande notorietà cone meriterebbe!

    • occultoantonio luglio 18, 2012 a 5:18 pm #

      Non godeva di grande notorietà anche quando era in vita. Spesso definisco Soutine un pre-allarme dei nostri tempi, un’anticipazione espressionista di Bacon (che guarda caso ha studiato molto Soutine) se vuoi. In particolare, l’opera che ho inserito esprime appieno un pesante dubbio sul futuro. Il bambino non ha una definizione precisa, non si è certi se sia vivo o morto (numerose interpretazioni a riguardo da critici e artisti), ma lo sguardo perso nel vuoto della madre aiuta a capire che ci troviamo difronte a una sofferenza che sta per piombarci addosso.
      Soutine era un genio. Quest’opera è un vero capolavoro.

      • lois luglio 18, 2012 a 6:55 pm #

        Confermo il capolavoro!
        Non sai quanto mi fai sentire “meno incompreso”! A volte quando parlo di questi autori, mi guardano come un extraterrestre che parla in altre lingue. Mi gratifica molto poter condividere queste conoscenze!
        Al prossimo capolavoro (tuoi inclusi)!

      • occultoantonio luglio 18, 2012 a 7:15 pm #

        Onorato, Lois. E grazie del complimento.

  2. labambinacolpalloncino luglio 18, 2012 a 6:57 pm #

    Al suo funerale – eran presenti Picasso, Cocteau, Max Jacob – volle che pronunciassero questo ritrattino gentile: “Quello che vedete qui è merda, ma è sempre meglio dei quadri di Modigliani, Chagall, Krémègne”… è l’inizio di un bell’articolo su questo pittore (che non conoscevo) pubblicato sulla stampa di qualche anno fa

    • occultoantonio luglio 18, 2012 a 7:13 pm #

      Me lo ricordo. Bell’articolo. La frase al suo funerale, e c’erano davvero 4 o 5 persone, è citata nel catalogo che ho di Soutine. Nato povero, disprezzato dalla sua famiglia e dalla madre, morto povero soffrendo (ulcera che si evoluta in cancro, se non erro), Soutine è l’espressione massima del dolore umano: ciò che spinge ognuno di noi a lottare per amore della vita.

  3. dafnevisconti luglio 19, 2012 a 6:04 am #

    E’ di una drammaticità dolorosa che si esprime nelle sproporzioni dei corpi. Non so fonosce di osservalo. Le emozioniu che mi suscita sono simili a quelle dei dipinti di Lucian Freud, anche in questo dipinti si sente lo sguardo sulla vita dell’autore che si è fatto materia: corpo – colori. Con voi scopro sempre cose nuove, grazie Antonio!

  4. adrianomaini luglio 22, 2012 a 11:30 am #

    Reblogged this on Adriano Maini.

  5. isabellart luglio 26, 2012 a 12:36 am #

    love this work

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