Ammaniti e la scrittura pressapochista

6 Nov

E’ disarmante osservare il declino della letteratura italiana da almeno un ventennio. Salvando qualche eccezione. Ma le eccezioni non bastano a salvarci. Ho sempre diffidato dei fenomeni passeggeri, dei cosiddetti Cannibali (quale etichetta migliore per descrivere la mercificazione della lingua italiana). Insomma, l’era del pressapochismo è ben diffuso e non sarà facile scrollarselo dal groppone. Questa fase della letteratura italiana comporta una moltitudine di romanzi di scarsa qualità. Decisamente.

La colpa non è imputabile solo allo giovane scrittore figlio di papà pieno di agganci, ma anche agli Editori: pubblicano romanzi demenziali perché c’è poco nel panorama artistico,  ma soprattutto bisogna obbedire al mercato e fare soldi.

La qualità non è più la prerogativa dell’Editore. Per lo scrittore, la dignità è demodè.

Ed ecco che si manifesta la parata dello stile irreale, abusato ed estremizzato alla Palahniuk.  Ma sono italiani.

Niccolò Ammaniti è uno dei tanti esempi. Quindi:

  • Branchie!: La biografia autorizzata di Aquaman,  a giudicare dal titolo. La realtà è peggiore: un libro che farebbe tenerezza a coloro che guardano C’è Posta per Te.
  • Fango: raccolta di racconti maleodoranti, la decadenza delle idee – ecco la trama, quella vera, di uno dei racconti presenti nel libro:

Alla vigilia dell’esame di zoologia, ultimo prima della laurea, uno studente viene ucciso da tre naziskin dopo essersi intromesso nel pestaggio di quest’ultimi nei confronti di un barbone. Grazie ai riti del barbone, conoscitore di antiche magie, l’anima dello studente ritorna nel corpo e lo trasforma in un zombie. In questa nuova veste lo studente supera l’esame, si laurea e diventa un brillante ricercatore.

Questa stronzata (dov’è il senso del racconto?) poteva scriverla chiunque e non vi dico il resto della raccolta. Inoltre, qualcuno può spiegarmi come si fa ad avere per ultimo prima della laurea l’esame di Zoologia? E’ un esame propedeutico del primo anno di Scienze Biologiche e Scienze Naturali. Non è concesso sostenere esami degli anni successivi senza aver dato prima Zoologia. Informarsi prima non farebbe male.

  • Ti prendo e ti porto via: non resisto, è davvero una puttanata modello Emmaus di Baricco.
  • Io non ho paura: un’ occasione persa. Che fa acqua in molti punti. La storia regge, ma è affaticata. E Salvatores, grande regista senza più idee da molti anni, ne ha fatto un film. Mediocre: come il libro di Ammaniti.
  • Come Dio comanda: l’apoteosi dell’ovvietà, a detta di Andrea Cortellessa. Non è il peggiore romanzo (perché ha superato se stesso con il successivo), però ha vinto il Premio Strega nel 2007: cioè, quel premio letterario che vede nomi come Ennio Flaiano, Cardarelli, Pavese, Bufalino, Pontiggia, Vassalli. Da piangere…
  • Che la festa cominci: LA CAGATA DEL NUOVO MILLENNIO. Ammaniti non racconta storie credibili e intelligenti, ma cartoni animati di bassa lega. Indubbiamente, il più brutto prodotto editoriale che mi sia mai capitato di leggere.
L’ultimo (Io e Te) non l’ho letto e non lo voglio leggere. Preferisco vivere e dico NO al pressapochismo narrativo, alla mediocrità intellettuale contemporanea.
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5 Risposte to “Ammaniti e la scrittura pressapochista”

  1. occultowalter novembre 8, 2011 a 9:28 pm #

    concordo in pieno..

  2. generAzione rivista novembre 13, 2011 a 5:12 pm #

    quantomeno ammaniti un suo genere l’ha messo su. il problema forse è un altro: diventano famosi e fanno un libro di 10 pagine con times new roman 18 e lo fanno pagare 17 euro e poi, alla fine, vale quanto un corto del corriere: niente.

  3. generAzione rivista novembre 13, 2011 a 5:13 pm #

    Ah, che la festa cominci è mediocrissimo.
    io e te invece l’abbiamo letto: carino, sì, non malvagio.
    ma non da scrittore affermato.
    forse da rivista di letteratura under 30 🙂

    • occultoantonio novembre 13, 2011 a 6:56 pm #

      Credo che il genere sia abusato, tutti cavalcano le stesse tematiche. All’americana. Non si può essere scrittori con superficialità. Hai letto l’ultimo post? quello di kapuscinski? certe cose le ha scritte nei primi anni ’90… è da troppo tempo che continua questo scempio.

      • generAzione rivista novembre 15, 2011 a 6:24 pm #

        e, fidati, proseguirà.
        Che la Piccola Biblioteca Adelphi ci salvi.

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